mercoledì 20 agosto 2025

“La pelle dell’anima”

“La pelle dell’anima” Non fu la forza a salvarla, ma il coraggio quieto di smettere di fingere. Nel silenzio in cui cadde la maschera, nacque la sua voce: fragile, imperfetta, ma finalmente sua. Non brillava più per farsi vedere, non sorrideva per farsi amare. Camminava piano, con passi di verità, lasciando che anche il dolore avesse un nome, che anche la stanchezza avesse un volto. Era stanca di essere simbolo, voleva essere sostanza. Non una proiezione da applaudire, ma una presenza da accogliere, con le sue domande senza risposta e le sue notti senza stelle. Cominciò a dire “No”, e in quel “No” fiorì una nuova primavera: non fatta di approvazione, ma di radici. Radici nella terra di sé stessa, dove nessuno guardava, dove finalmente, senza pubblico, stava iniziando a rinascere. Non le serviva più essere compresa da tutti, le bastava non tradirsi più. Perché il miracolo più grande non fu che il mondo la vedesse davvero, ma che lei, guardandosi allo specchio, riconobbe, con dolce stupore, di essere ancora viva. Di Raffaella Frese

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